Mercatini di Natale a Merano e Bolzano

Solitamente evito le gite organizzate in pullman perché preferisco la libertà di orari e soprattutto la totale organizzazione di ogni viaggio che faccio, ma sabato mi sono lasciata convincere ed insieme a mia sorella, sua suocera e nostra madre siamo partite alla volta di Merano e Bolzano per la visita ai tradizionali mercatini. Io ero già stata ai mercatini di Merano e Bolzano nel 2002 ed ero curiosa di vedere se qualcosa era cambiato. La formula è sempre la stessa, gli stand sono dislocati lungo il fiume Passirio. L’offerta è sempre la medesima e non ci sono grandi novità, di anno in anno. I prezzi sono abbastanza cari, forse qualche euro in più lo si spende volentieri per le cose artigianali o biologiche (un must i sacchetti con i noccioli di ciliegio – carissimi, ndr). Sotto l’aspetto gastronomico, fra i vari stand che vendono panini con salsiccia, zuppa di gulasch e brezel, c’è un forno che prepara focacce deliziose, la migliore quella con speck e patate. La fila è assicurata! Per gli amanti della birra, è d’obbligo bere almeno un bicchiere di Forst natalizia. Per ulteriori informazioni

Dopo aver visitato velocemente Merano, siamo risalite in pullman alla volta di Bolzano. Io adoro questa città: bellissima, pulita, vivibile, con scorci stupendi. La grande piazza Walther è invasa dai turisti alla ricerca del ninnolo diverso o dell’affare del secolo. Ma la bellezza di questo mercatino sta anche nel girare fra le viuzze laterali e sbirciare sulle bancarelle degli artigiani che propongono oggetti di vario genere – quest’anno più che mai il feltro l’ha fatta da padrone. Ho visto stupende bancarelle con cappelli di ogni foggia e colore. Peccato per i prezzi e la stranezza di molti di essi… ci vuole un buon portafoglio e molto estro per indossarli come si deve. L’offerta degli oggetti è molto simile a Merano, anche se a Merano ho trovato cose più naturali – come ad esempio ghirlande fatte con fieno essiccato, spezie etc. – mentre a Bolzano ho trovato decorazioni più country, in legno. I negozi di Bolzano sono a dir poco stupendi, quindi una volta ultimata la visita al mercatino, si può accedere al "Bosco Incantato" di Palais Campofranco, sempre in Piazza Walther, a pochi passi dal mercatino, per poi “perdersi” fra le varie vie e lasciarsi rapire dalla magia di questa bella città. Purtroppo presa dalla frenesia e dalle tante chiacchiere non ho fatto molte foto, ma spero che queste poche vi incuriosiscano al punto da farvi visitare, almeno una volta, questi mercatini. Per informazioni

E domani si replica: andiamo a Milano

Monaco di Baviera

Eccoci di ritorno dalle tanto agognate ferie estive. Quest’anno abbiamo deciso di trascorrere alcuni giorni in Trentino (a Fai della Paganella, ndr) e di spostarci poi in Germania, a Monaco.
Ecco di seguito il nostro viaggio in pillole, nella speranza che queste informazioni possano esservi di aiuto per la pianificazione della vostra visita.

Prima di partire
Per pianificare il nostro viaggio, abbiamo consultato il
sito ufficiale per il turismo di Monaco, ed un altro sito specifico per la Baviera. Su entrambi abbiamo trovato informazioni utilissime ed esaustive, a voi la scelta se completare il tutto con una guida.

Pernottamenti, pranzi, cene
Abbiamo scelto di pernottare presso l’
Ibis Muenchen City
, che si trova a 300mt dalla stazione centrale di Monaco e a 2km circa da Marienplatz. Abbiamo approfittato di un’offerta estiva, pagando 59€ a notte, colazione esclusa. I prezzi sono solitamente più alti, ma, prenotando in anticipo e tramite web, si possono trovare buone offerte.
La posizione è ideale: su una strada tranquilla e sicura anche nelle ore notturne, a pochi metri dalla stazione centrale. Marienplatz, cuore della città, si raggiunge tranquillamente a piedi, in meno di 20 minuti.

La colazione in albergo è decisamente cara (10€ a persona), quindi abbiamo deciso di optare per la colazione presso
Starbucks
o Coffee Fellows, una catena in espansione nel sud della Germania, molto simile a Starbucks.
Entrambe offrono ottime colazioni, a prezzi ragionevoli (Coffee Fellows ha prezzi inferiori ed un caffè migliore,
ndr).
Per pranzo e cena c’è veramente l’imbarazzo della scelta: dal panino veloce, alla frutta venduta per strada, agli immancabili Brezel’n accompagnati da fiumi di birra, per finire alle varie birrerie e ristoranti.

Noi abbiamo scelto la formula del pranzo leggero (non fatevi mancare il Brezel e la Paulaner al Viktualienmarkt,
ndr) e cena più sostanziosa. Abbiamo optato per cenare nelle birrerie storiche di Monaco:
Augustiner, Paulaner, Löwenbräu, Hofbräuhaus
, Hacker-Pschorr. La fortuna di visitare Monaco in questo periodo è quella di mangiare (o semplicemente gustare una birra) nei famosi Bier-Garten: splendidi giardini con piante secolari, sotto la cui ombra ci si può ristorare dopo una lunga giornata. Molte birrerie (per certo la Paulaner e la Löwenbräu) hanno anche un servizio di self-service: ognuno può scegliere quello che vuole da mangiare e da bere e paga alla cassa. L’alternativa è il servizio al tavolo. Il nostro consiglio è quello di visitare le birrerie storiche, anche se potete trovare ogni birra servita in più locali della città. Dovendo sceglierne una fra tutte, quella da visitare in assoluto è la Hofbräuhaus (meglio conosciuta come HB, ndr), dove potrete gustare un favoloso stinco di maiale, fra le altre cose.

Trasporti
Noi siamo arrivati a Monaco in macchina, quindi non abbiamo avuto problemi. Sia che arriviate in aereo, o in treno, aeroporto e stazione sono ben collegati al resto della città.
Noi abbiamo visitato la città praticamente a piedi, anche se ci siamo serviti dei mezzi per raggiungere le attrazioni più distanti (Olympia park, BMW e lo stadio). Il costo del biglietto è di 9€ al giorno, per le corse illimitate su metropolitana, tram e autobus, all’interno della zona bianca. Il biglietto è per 5 persone – due bambini sotto ai 14 anni sono conteggiati come una persona. Se utilizzate i mezzi per più di 2 giorni, è più conveniente l’Isar card – 16.40€ per 4 ring (zona bianca) per un’intera settimana – questo biglietto è a persona.

Quello che abbiamo visitato noi
Pur essendo la terza città tedesca per numero di abitanti, Monaco ci ha dato l’impressione di essere una città molto vivibile e a portata d’uomo. Le varie etnie – tra cui moltissimi italiani – si mischiano fra loro in un pout puorri di lingue e colori davvero unico.
Dal punto di vista architettonico, gran parte di Monaco è stata ricostruita dopo i bombardamenti del 1945, per la liberazione della città dai Nazisti (Monaco fu roccaforte e città di ascesa per il nazismo, ndr). “La città fu completamente ricostruita con un meticoloso lavoro per ridare la stessa fisionomia a strade e palazzi della situazione pre-bellica.” (Wikipedia)
Il cuore di Monaco è Marienplatz, con la sua famosa torre dell’orologio (Rathaus-Glockenspiel) – lo spettacolo dei burattini sulla torre richiama molti turisti nella piazza – ed ospita il palazzo del nuovo e del vecchio municipio.
Val bene una visita il nuovo municipio e la salita sulla sua torre, da cui si gode una splendida visita della città.
Da non perdere il Viktualienmarkt: fresco e colorato mercato di Monaco. Potrete trovare frutta, verdura, fiori da tutto il mondo.
Meritano inoltre una visita le belle Chiese che trovate nel passaggio da Karlsplatz a Marienplatz: la Frayenkirche
(Cattedrale di Nostra Signora) – si può salire in cima alla torre per vedere la città dall’altro e rimirare l’impronta del diavolo, all’entrata della chiesa, ndr).
Ed ancora la Michaelskirche
, la Theatinerkirche e la Asamkirche
.
Dietro a Marienplatz trovate il Residenz e il teatro di Cuvilliés ed i giardini del Residenz.
Appena fuori dal centro trovate il giardino inglese (c’è uno splendido Biergarten HB di fianco alla torre cinese,
ndr), il parco Olimpico (sede delle olimpiadi del 1972),
BMW (sede, museo e welt) e l'Allianz Arena
.

Abbiamo concluso il nostro viaggio a Monaco con una tappa triste, ma obbligatoria:
il campo di concentramento di Dachau. A 20km circa dal centro di Monaco, si raggiunge facilmente in macchina o in metropolitana e poi prendendo un autobus.
Dachau fu il primo – e quindi il modello per tutti gli altri – campo di concentramento “aperto” dai nazisti. Allocato in una vecchia fabbrica di armi in disuso a Dachau, i prigionieri furono costretti a ricostruire tutta la struttura: questa, inizialmente “progettata” per rinchiudere 6.000 persone, si trovò ad avere prigioniere 32.000 persone, prima della liberazione da parte degli americani, il 29 aprile 1945.
Il silenzio di Dachau è assordante, la sua imponenza ti fa sentire piccolo, indifeso ed in balia delle forze del male.
Per opera e volontà del comitato internazionale di Dachau, in questi ultimi anni sono state ricostruite due baracche per mostrare ai visitatori le pessime condizioni di vita dei prigionieri, mentre le altre baracche sono state rase al suolo, lasciando solo le fondamenta.
Inoltre, una mostra permanente è allestita all’interno delle strutture in muratura, con cartelloni esplicativi in inglese e tedesco (sono a disposizione audioguide in italiano o tour guidati, ndr).
I sopravvissuti, affinché nessuno dimentichi le barbarie inflitte dai nazisti, decisero di erigere un memoriale e 4 cappelle di preghiera, per le diverse religioni professate all’interno del campo.
Sul memoriale si legge: “May the example of those who were exterminated here between 1933 – 1945 because they resisted to Nazism help to unite the living for defence of peace and freedom in respect for their fellow men”.


Al prossimo viaggio!

Fattorie aperte

Ieri abbiamo passato una giornata all'insegna della natura e del biologico. La regione Emilia Romagna organizza, ormai da alcuni anni, le fattorie aperte: ovvero alcune fattorie, divise per provincia, aprono le loro porte ai visitatori per mostrare loro il loro lavoro e, nella maggior parte dei casi, le loro scelte di vita. Solitamente abbiniamo la visita alle fattorie al pranzo in agriturismo, ed anche quest'anno abbiamo rispettato la tradizione. Abbiamo pranzato all'agriturismo Villabagno, a Bagno di Reggio Emilia. Si tratta di un agriturismo situato all'interno di una villa con parco, entrambi stupendi. La cucina è tipica emiliana, con l'utilizzo delle carni suine biologiche prodotte dall'azienda di cui vi parleremo in seguito. E' stato citato più volte dalla famosa trasmissione di Alice "La gola in tasca". Se volete provare la tipica cucina emiliana, questo agriturismo è davvero un ottimo indirizzo: l'accoglienza è buona ed i prezzi adeguati.
Il fratello del gestore dell'agriturismo Villabagno è il proprietario dell'azienda agricola Il Grifo, prima fattoria in programma per ieri. Claudia ci ha accompagnato all'interno dell'allevamento dei suini, dove si trovano le scrofe ed i piccoli suini. Il resto dell'allevamento pascola tranquillamente in 500 ettari di terreno sulle colline di Reggio Emilia. Claudia e suo marito sono aiutati in questo lavoro da Rocco, splendido cane nero, guardiano dei maiali. Claudia ci ha inoltre spiegato la filiera dei loro prodotti: dall'allevamento biologico (senza vaccinazioni, antibiotici, farine e conservanti) alla vendita, tutto viene fatto da loro. Qui sotto potete vedere alcune foto dei suini, di Rocco e suo figlio, manca quello della "camera dei salami" ovvero la stanza in cui si ultima la stagionatura degli insaccati. Claudia è davvero gentilissima e molto brava a spiegare la scelta di vita che lei e suo marito hanno fatto. Hanno anche uno spaccio c/o il quale potete acquistare i loro prodotti ed altri biologici.


La seconda fattoria in programma era il Tralcio. Io l'avevo scelta per la presenza dei cavalli. Onestamente parlando è stata un po' una delusione: ci ha accolti un signore che ci ha proposto subito beni da acquistare e poi siamo andati a vedere i cavalli. Degno di nota però il mastodontico San Bernardo. Stupendo!

Ci siamo quindi diretti alla terza fattoria Il bosco del fracasso. Anche la visita a questa fattoria, purtroppo, non era ben organizzata. Il proprietario ci ha detto che se volevamo vedere gli animali (due vitelli, alcuni pulcini e galline, tre papere, ndr) dovevamo camminare per i campi e seguire le frecce. Peccato che durante il percorso ci fossero tante piante e coltivazioni che avrebbero meritato una qualche spiegazione in più. 
La quarta tappa ci ha portato a Rondinara di Scandiano, dove ad accoglierci c'erano il Sig. Romano e sua moglie. Loro coltivano l'orzo da caffè biologico: mentre il Sig. Romano ci spiegava come si coltiva l'orzo, i vantaggi/gli svantaggi della sua scelta produttiva e soprattutto che con il biologico non si butta via niente, sua moglie di ha deliziato con biscotti e crostate fatte con la loro farina d'orzo. Poteva mancare un buon bicchiere di lambrusco. Ne ho approfittato anche per comprare un po' di farina biologica: la miscela per la pizza e quella per le tigelle!
La quinta ed ultima tappa è stata presso l'antica ghiacciaia di Fogliano: insieme al Grifo, è la fattoria che mi è piaciuta di più. Ben organizzata la visita e gli spazi, calorosa l'accoglienza. All'interno della villa padronale si trova lo spaccio dove si possono acquistare diversi prodotti, fra cui, principalmente, il parmigiano reggiano prodotto con il latte di loro produzione. La villa ospita anche il magazzino di stagionatura del parmigiano reggiano e l'antica ghiacciaia restaurata. E poi ci sono moltissimi animali da vedere: due vitelle in un recinto, gli anattrocoli, due asini, i conigli testa di leone e tante, tantissime mucche!!!
E' stata una giornata lunga e faticosa - ieri le temperature erano decisamente alte e l'umidità pressante - ma bellissima. 
Vi consigliamo di provare questa bella esperienza

Al prossimo anno

Gita sul lago di Garda: Sirmione e Lazise

Ieri, accompagnati da una bella giornata primaverile, siamo partiti alla volta del lago di Garda: meta tanto vicina, quanto ancora inesplorata, almeno da noi.
Prima tappa: Sirmione. Le aiuole in fiore, le persone al lavoro per riaprire i luoghi di villeggiatura, pronti per la stagione che sta iniziando. Ed i turisti, i tedeschi in primis, non mancano a rendere omaggio a queste belle terre.
 Il sole è caldo ed il lago calmo. Camminando lungo il lago ci vengono offerte più gite in battello, ma preferiamo proseguire a piedi ed entrare nel castello scaligero che ospita questa bellissima cittadina. Le vie de centro sono gremite di persone. Gli stranieri e le gelaterie la fanno da padrone. Abbiamo vagato, senza meta, fra le varie viuzze. Non abbiamo fatto tutta la scarpinata per arrivare alle grotte di Catullo. Sarà per la prossima volta.
Risaliamo in macchina e ci di
rigiamo verso Lazise. E' l'ora del tramonto: i turisti non occupano più le stradine, ma sono seduti ai tavolini dei vari bar e ristoranti. Anche qui giriamo senza schemi prestabiliti: una passeggiata nella piazza di fianco alla dogana veneta e poi lungo il lago. E mentre tornavamo alla macchina ci siamo imbattuti, per caso, nel ristorante pizzeria "Alle mura", colpiti dalla parola "cozzeria". Infatti abbiamo ordinato due cocci - piatto tipico del ristorante - da un kg l'uno di cozze aglio, prezzemolo e vino bianco. Buonissime. I prezzi sono onesti ed il locale davvero carino.

Questa è la
gallery delle foto!

Eden village Kendwa: Zanzibar

Quando abbiamo deciso di tornare a Zanzibar, lo abbiamo fatto anche perché volevamo provare questo nuovo villaggio Eden. Le premesse erano ottime: poche camere – 60, nella zona nord occidentale di Zanzibar, su una delle spiagge più belle dell’isola ed in stile con il paesaggio circostante.

Siamo partiti da Malpensa perché la partenza da Bologna – per noi decisamente più comoda – comportava 200€ in più, a testa, volo eurofly, puntualissimo sia all’andata che al ritorno.

All’arrivo a Zanzibar, alle 8 di mattina, abbiamo sbrigato le operazioni di immigrazione – decisamente più veloci rispetto a 4 anni fa, anche se molta gente fatica a capire che siamo in Africa e non al JFK, ritirato le valigie senza alcuna noia da parte dei controllori e siamo saliti sul pulmino alla volta del villaggio.

Se non fosse perché eravamo decisamente stanchi dal viaggio, lo scenario che si vede durante il tragitto toglie il fiato. Ho notato con piacere che alcune zone di Stone Town sono migliorate, ma la cosa che mi ha fatto più piacere è stato vedere più bambini nelle scuole e meno per strada. Purtroppo però sul piano istruzione c’è ancora davvero moltissimo da fare!

Il trasferimento aeroporto – villaggio dura circa mezz’ora. Quando si lascia la strada principale per entrare nel villaggio si entra anche nel villaggio di Kendwa: case di pietra a makuti, un venditore di frutta ed una scuola. E tanti zanzibarini: alcuni che ci rivolgono un sorriso, altri non fanno nemmeno più caso alle orde di turisti che arrivano ad invadere il territorio.

Alla reception ci accolgono i Masai con una danza tipica, lo staff di animazione e le assistenti. Dopo un cocktail di benvenuto veniamo accompagnati nelle nostre stanze: lo stile africano aleggia nell’aria, luci soffuse, letto a baldacchino con zanzariere e bellissimo dipinto zanzibarino sul muro. L’elettricità alla stanza è fornita da un generatore. Per rinfrescare la stanza ci sono pale al soffitto ed un condizionatore. Quello nella nostra stanza non era regolabile, mentre quello in altre camere si. Il bagno è pulito, sufficientemente spazioso.
Le camere si dividono in due tipologie: vista mare e vista giardino. Da quelle vista mare che si affacciano direttamente sulla spiaggia si deve godere una vista unica!

La vita in villaggio si svolge tutta in spiaggia: trovate il campo da bocce, beach volley e beach tennis. Il makuti bar, l’ufficio assistenza, il makuti teatro, lettini ed ombrelloni ed il ristorante, vista oceano!

Il trattamento riservato è all inclusive: colazione, pranzo e cena presso il ristorante sull’oceano, due snack al giorno presso il makuti bar e soft drinks, birra e vino al bicchiere tutto il giorno.
Il ristorante è gestito da Raffaele, titolato cuoco che ha un enorme esperienza e che ha viaggiato tutto il mondo. La varietà e la qualità del cibo è ottima, per non parlare delle proposte quotidiane a base di pesce.

La spiaggia, come tutte quelle di Zanzibar, è libera, quindi chiunque può transitarci. A “protezione” del villaggio ci sono i Masai, anche se tutti i beach boys sono molto gentili ed innocui. L’ora che mi piace di più è quella del tramonto: la gente si alza dai lettini e si gusta il tramonto in riva al mare, i bambini escono dal villaggio e vengono a giocare a pallone sulla spiaggia, i beach boys si radunano per le “ultime offerte” e arriva Massimo, simpaticissimo zanzibarino, venditore di crema alla papaia per togliere il colore da mozzarella e crema all’aloe per togliere il colore da aragosta!
Se vi capita di incontrarlo prendete almeno la crema all’aloe perché è miracolosa.

Nota dolente: l’animazione. Abbiamo girato diversi villaggio e siamo consapevoli che l’animazione internazionale non è granchè, ma con l’animazione italiana ci siamo sempre trovati bene, o quasi. Questo è il secondo villaggio Eden in cui andiamo – il primo il Villas Caroline a Mauritius lo scorso luglio – e abbiamo riscontrato che l’animazione è carente. Animazione soft per me non significa svogliato. È vero che il gruppo della nostra settimana non era propriamente attivo, ma il lavoro dell’animatore è proprio quello di animare il gruppo. E più il gruppo è difficile, più si vede la bravura dell’animatore. Durante il giorno le attività proposte erano sempre le stesse. Il coinvolgimento pressoché nullo ed il tutto ricadeva sullo spettacolo serale: non ho mai visto il teatro pieno, o almeno mezzo pieno. Addirittura la sera dei saluti hanno proiettato un film…

Per quanto riguarda l’assistenza ho sentito pareri discordanti. Personalmente non abbiamo avuto grandi problemi, anche se posso dire che – paragonando le assistenti a quelle che abbiamo avuto in altri villaggi – queste sono molto all’acqua di rose. La cosa che mi ha lasciato più perplessa è che alla partenza non abbiano fatto il diavolo a quattro per fare partire regolarmente una coppia che doveva prendere la prima navetta per l’aereoporto.

Ultima nota dolente: la mancanza del medico all’interno del villaggio. Visto l’alto numero di bambini presenti in villaggio e la possibilità di malori legati al grande caldo – un signore ha avuto un collasso, per fortuna che c’era un medico fra gli ospiti – il medico residente è a mio avviso indispensabile. Per le punture da riccio di mare per fortuna ci sono i Masai: una pinzetta e un po’ di succo di papaia e si torna come nuovi.

Concludendo: il villaggio è carino e pulito. La posizione è splendida ed il rapporto qualità/prezzo tutto sommato accettabile.

Kwaheri Zanzibar

Nel linguaggio comune, mal d'Africa si riferisce alla sensazione di nostalgia di chi ha visitato l'Africa e desidera tornarci. Direi che noi soffriamo davvero di questo male. Nel 2005, lasciando Zanzibar, le avevamo promesso che saremmo tornati, e l'abbiamo fatto! Siamo tornati ieri sera da una settimana in questa splendida terra. Questa volta abbiamo alloggiato a Kendwa, nella zona nord ovest di Zanzibar.
Non riesco bene a spiegare cosa significhi per me il mal d'Africa, so solo che ogni volta che penso a Zanzibar, ai sorrisi bianchissimi delle persone, ai visi innocenti dei bambini che ancora si divertono semplicemente correndo dietro ad un pallone,
ai cieli neri pieni di stelle, la piena conoscenza della terra, la natura ed il suo rispetto, beh la nostalgia sale! 
E poi ripenso alla loro filosofia di prendere tutto pole pole - con calma - perchè tanto non c'è problema - hakuna 
matata! E rivedo le persone ferme a parlare fra di loro o sdraiate all'ombra... e come ci ha spiegato Nico - splendida guida locale che ci ha affascinato con i racconti sul suo paese - non sono sdraiati perchè oziano, ma perchè si stanno riposando dopo aver fatto il loro lavoro.
Rispetto al 2005 ho notato delle differenze, dei miglioramenti - se così li vogliamo vedere. L'aereoporto si è "un po' modernizzato", ma rimane la terra rossa e l'orda di persone che ti chiede la mancia o di scambiare 20 monete da 1€ con un unico pezzo di carta! Sulla strada dall'aereoporto all'albergo però le case sono 
diverse: più "lussuose", fatte di mattoni, i bambini in giro per strada sono molti meno, mentre quelli a scuola sono molti di più e soprattutto non ci sono più i sacchi della spazzatura lungo le strade... ma forse bisognerebbe fare il confronto con kiwengwa, perchè appena usciti dalla periferia di Stone Town il panorama è lo stesso del 2005.


Non vorrei annoiarvi oltre, quindi vi lascio al nostro diario di viaggio fotografico. Seguirà un post più dettagliato con la descrizione del villaggio!
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Blog in ferie!

Domani partiamo per un nuovo viaggio: destinazione Zanzibar!!!
Al nostro ritorno pubblicheremo il diario di viaggio e le foto!

Diario di viaggio: Cayo Largo

Viaggio di Gennaio 2008

Una sensazione indescrivibile: partire da Milano con il freddo ed andare a cercare il caldo. Il caldo di un sole che, quasi al tramonto, scalda con incredibile discrezione ma decisione la schiena.
Eccoci arrivati, dopo quasi 11 ore di volo e 6 di fuso a Cayo Largo del Sur.

Cayo Largo del Sur ovvero isola lunga del Sud
È un'isola che si trova al Sud di Cuba, totalmente disabitata fatti salvi i cubani che lavorano sull'isola ma sono di fatto pendolari e le orde di turisti.
A Cayo Largo c'è l'aereoporto internazionale - di fatto tre stanze: una per gli arrivi, una per le partenze ed una sia per gli arrivi che le partenze dei voli nazionali.
C'è un piccolo pueblo, La Marina, di cui parlerò in seguito.
Ci sono 7 hotel- tra cui quello in cui abbiamo alloggiato noi - e due ville, suppongo private.
Dalla marina andando verso est, sul lato sud dell'isola ci sono bellissime spiagge, di cui gli ultimi 12 km sono di spiagge vergini.
Il lato nord dell'isola, quello di fronte a Cuba è senza spiagge poiché le rive sono piene di mangrovie.

Per spostarsi all'interno dell'isola, o meglio sui 10 km totali da la Marina all'hotel Barcelò - l'ultimo andando verso est, prima delle spiagge vergini, si possono utilizzare vari mezzi:
- I taxi
- Il trenino su ruote messo a disposizione dell'ente del turismo di Cayo Largo
- Le auto a noleggio (Cuba rent è l'unico operatore)
- Gli autobus che servono per i trasfer verso l'aereoporto, per le escursioni, ma fanno anche funzioni di taxi ;P
- Le biciclette
- I piedi
Qualunque sia il mezzo scelto c'è da specificare una cosa: c'è un'unica strada che attraversa la parte "abitata dell'isola" che inizia a La Marina e termina proprio davanti all'hotel Barcelò e nell'ultimo tratto l'asfalto non è nemmeno completo, ma copre la strada solo per metà.
Il traffico non è intenso, ma è bene fare attenzione. Cuidado!

Come dicevo prima, l'isola è "tecnicamente" disabitata. Infatti i turisti vengono e vanno, mentre i lavoratori sono cubani pendolari, provenienti da la Isla de la Juventud - isola tra Cayo Largo e Cuba. Lavorano per 20 giorni sull'isola e poi hanno 10 giorni di vacanza e ritornano a casa.
Non ci sono abitazioni private. I cubani dormono negli hotel che ci sono a La Marina.

Per entrare a Cayo Largo è necessario avere un visto che si paga e si ottiene all'atto della prenotazione di un pacchetto turistico.
Per uscire da Cayo Largo è necessario pagare una tassa d'uscita di 25 cuc (pesos cubani convertibili).
Sia all'entrata che all'uscita il passaporto non viene timbrato: in entrata il timbro viene apposto sul visto ed in uscita il timbro viene apposto sulla carta d'imbarco, che poi viene ritirata dal personale cubano. Quindi, fondamentalmente, non rimane alcuna prova sul passaporto del soggiorno a Cayo Largo. Leggende metropolitane lo attribuiscono al fatto che l'ingresso a Cuba - con il relativo visto sul passaporto - impedisce l'ingresso negli stati uniti per i successivi 6 mesi. Io non ho trovato alcun riscontro a questa cosa. Nemmeno in agenzia ne sanno nulla. Se qualcuno sa, che mi illumini. Grazie.

A causa dell'embargo di Cuba verso gli stati uniti (divieto di transito di navi, di trasporto di merci, di importazione o esportazione delle stesse) dal 2004 il governo cubano ha deciso di non accettare più i $ per le transazioni commerciali. La moneta ufficiale è il peso cubano convertibile (cuc).
Per il cambio da € a cuc il cambio applicato la scorsa settimana era 1€=1,30 cuc.
Per facilitare le cose, per le escursioni pagate in contanti in € il cambio applicato è fisso e ancora più favorevole: 1€=1,25 cuc.
Per i pagamenti effettuati con carta di credito - non sono accettate le carte elettroniche e quelle emesse da istituti americani - viene applicata una maggiorazione dei prezzi del 11%.
È possibile convertire anche i $ in cuc, ma viene applicata una maggiorazione del 20% - quindi l'operazione è del tutto sconveniente per noi italiani.

Il denaro si può cambiare negli hotel oppure nella banca (El Banco) a La Marina. Se andate alla Marina in banca meglio avere con sé il passaporto.

El pueblo la Marina
Arrivando dall'aeroporto,arrivano a La Marina si trovano:
- la clinica di Cayo Largo, 
- la casa de l'Habano: negozio dove si possono acquistare sigari tra cui i famosissimi e costosissimi Cohiba e Montecristo. I prezzi sono abbastanza alti, ma ci sono anche sigari di qualità inferiore a prezzi più bassi
- la granja de los quelonios: ovvero il museo all'aperto delle tartarughe. Il prezzo di entrata è di 1 cuc a testa. Ad accogliervi c'è Leonardo, un signore gentilissimo, dai capelli schiariti dal sole e la pelle inaridita dallo stesso. Fornisce informazioni molto interessanti sulle tartarughe, oltre ad aneddoti interessanti. È un piacere vedere il suo viso che si distende quando capisce che può parlare in spagnolo. Ci sono varie specie di tartarughe, di diverse specie e di diverse età. Le più tenere che abbiamo visto avevano solo 8 giorni di vita. Ed altra cosa curiosa è l'incubatrice per le uova: somiglia di più ad un cimitero, ma in questo pezzo di sabbia sono sotterrate le uova che poi diventeranno tartarughine - questo per spezzare la catena dei predatori. Alla nascita le tartarughine verranno tenute in osservazione e poi liberate in mare. Io ne ho solo sentito parlare, ma deve essere un'esperienza davvero emozionante,
- el Banco- la banca, vedi sopra
- centro diving: è l'unico centro sull'isola. A sentire parlare i sub, le immersioni a Cayo Largo sono imperdibili. Io purtroppo non ho il brevetto, quindi non ho raccolto molte informazioni a proposito
- el Torrion: torretta diroccata, non visitabile
- negozio di souvenir: degno di nessuna nota. I souvenir sono impersonali e dozzinali. Io ho acquistato statuine in legno, anelli e un aereo di legno da un artigiano di fronte alla spiaggia. Davvero più caratteristici
- la taberna del pirata: ristorante dove si possono mangiare specialità creole e mangiare l'aragosta,
- la movida: bar dove i cubani - e ora anche i turisti - si trovano a tarda notte per bere qualcosa e ballare la salsa
- il porto: da qui partono le barche per le escursioni, le immersioni e la pesca d'altura

Hotel Barcelò
È l'hotel 4 stelle in cui abbiamo soggiornato per una settimana con trattamento all inclusive. Abbiamo scelto questo hotel per via di un'offerta fattaci a seguito della cancellazione del nostro viaggio in Kenya - per ovvi motivi. Il prezzo pagato è inferiore alle quote di catalogo in quanto offerta, diciamo che si aggira fra i prezzi medio alti delle strutture a disposizione.

- Reception open air, operativa 24/7 con servizio di cambio, prenotazione taxi, assistenza al cliente. La peculiarità della reception, ma dell'hotel in generale è che è arredata con opere di artisti locali, soprattutto dipinti su tela e sui muri e sculture
- Piccolo negozio di souvenir con articoli di prima necessità e souvenir un po' impersonali. È possibile acquistare sigari sia da poco prezzo che di alta gamma. Vengono accettati cuc, € (il resto viene dato i cuc e non è mai favorevole), carte di credito e $ con le maggiorazioni sopra citate.
- Ristorante buffet: servizio di prima colazione e cena a buffet. Per pranzo serve solo piatti leggeri come riso ed insalate miste. La cucina è internazionale - poco varia, cibi non sempre freschi - orientata soprattutto ai clienti canadesi, quindi con gusti filo americani.
- Snack bar: in tarda mattinata serve una colazione continentale, per poi diventare snack bar fino alle 18.00 con panini e pizze a menù. La sera diventa un ristorante à la carte con specialità carne alla griglia. Si può cenare una volta durante tutto il soggiorno senza pagare un sovrapprezzo - salvo ordinare aragosta o un vino dalla carta. Il ristorante è all'aperto ma riparato da un'ampia tettoia.
All'interno di questa struttura c'è anche il bar opalino, con soft drink e cocktail inclusi nel pacchetto.
- Ranchon Velamar, vista mare: a mezzogiorno fa servizio ristorante con primo a bouffet e secondo su ordinazione. Ottimi i filetti di pesce alla piastra. Fino alle 18.00 fa anche servizio bar per chi è in spiaggia.
Alla sera si trasforma in ristorante à la carte con specialità creole - modalità come per l'altro ristorante di cui sopra. Ottimi i gamberetti alla salsa diavola
- Bar daiquiri: aperto 24/7. I barman sempre all'opera, soprattutto per deliziare i bianchicci canadesi che hanno sfruttato in tutto e per tutto il trattamento AI ;P
- Due piscine, una per i piccoli, jacuzzi, biciclette (un'ora al giorno compresa nel pacchetto), tiro con l'arco, campi da tennis, scacchi e dama giganti, biliardo. Lezioni di ballo, aerobica, baby dance e spettacolo serale
- Rent a car appena fuori l'hotel. I prezzi sono, a mio avviso, alti e non convenienti. Il noleggio costa 22 cuc, all'ora, per una jeep a 4 posti. Le tariffe diminuiscono proporzionalmente con l'aumentare delle ore di noleggio. Se consideriamo che una tratta in taxi costa 6/7 cuc ed è possibile concordare con l'autista l'ora del rientro che più ci piace, a mio avviso il servizio rent a car non ha senso… ma meglio offrire un servizio in più che uno in meno.
- Uso della palestra compreso nel pacchetto: servizio medico, sauna, massaggi, parrucchiera a pagamento.

La spiaggia:
purtroppo Cayo Largo non ha una storia molto positiva in fatto di uragani. Infatti questi ultimi hanno eroso e mangiato la sabbia di molte spiagge, impoverendole ed a volte rendendole quasi impraticabili.
La spiaggia del Barcelò si trova in posizione ribassata rispetto al villaggio. Per accedervi bisogna scendere una passerella in legno e questo rende quindi difficilissimo, se non impossibile, l'accesso alle persone disabili o con problemi di deambulazione - vedi gruppo di anziane signore presenti in villaggio che erano costrette a starsene sempre a bordo piscina.
La spiaggia è lunghissima, tanto è vero che poi prosegue con le spiagge vergini, quindi è possibile ricavarsi un po' di intimità, soprattutto per gli irriducibili del nudismo, incuranti dei divieti.
Al contrario però è molto stretta. E decisamente non adeguatamente attrezzata per ospitare correttamente i clienti dell'albergo. L'albergo è composto da 303 camere e l'occupazione in questo periodo ha superato ampiamente il 90%. I lettini a disposizione sono 50 al massimo, su un totale di almeno 700 persone. Gli ombrelloni non sono in dotazione: bisogna prenderli su cauzione al desk in piscina. La perdita dell'ombrellone comporta 100 cuc di penale, oltre alla fatica di dovere portare a destra e a manca lo stesso.

Il mare è quasi sempre mosso perché Cayo Largo è un'isola ventosa. Anche ieri mattina, quando il vento era decisamente calato, il mare di fronte al Barcelò era comunque mosso. Non è il mare che i piccoli o chi non sa nuotare possono godersi in piena tranquillità.
Sulla spiaggia c'è un punto di primo soccorso.
Inoltre, altro peccato, è il fatto che il sole tramonta alle spalle della spiaggia, quindi non ci si può nemmeno godere questo bellissimo spettacolo comodamente sdraiati in spiaggia.

La camera:
la nostra camera si trovava in una posizione decisamente tattica: vicina alla reception, vicina al bar 24/7, comoda al ristorante ed allo snack bar ;)
La camera è ampissima, con due letti queen size, TV sat, frigo bar (un litro di acqua naturale al giorno compreso, altre bevande da acquistare presso il negozio), aria condizionata indipendente, cassaforte, cuscini supplementari, balcone.
Bagno con doccia e vasca, phon professionale (e non quei piccoli phon da viaggio che fanno tanto rumore ma di fatto non aiutano per niente nella piega), dispenser a parete di shampoo e doccia schiuma, doppio asciugamano per il corpo, per le mani e tappeto per la doccia.

La camera veniva rifatta ogni giorni con dedizione e cura - ogni giorno abbiamo trovato gli asciugamani piegati in maniera diversa, ma i cigni ed il cuore erano il suo punto forte - da Dayami, la nostra cameriera.
Non mi vergogno a dirlo, ma un paio di notti abbiamo anche usufruito delle coperte in dotazione per coprirci: di giorno e di sera le temperature sono gradevoli, ma dopo una giornata di sole una copertina sulle spalle può servire ;)

Punti a favore del Barcelò:
- Struttura molto informale ed internazionale
- Struttura di medio-alto livello, con una buona qualità dei servizi offerti
- Posizione defilata rispetto agli altri alberghi
- Estrema cordialità di alcuni, pochi, elementi del personale
- Trattamento all inclusive di tutto rispetto ed assolutamente veritiero
- Cucina ottima nei ristoranti à la carte
- Indispensabile lo snack bar, soprattutto di ritorno dalle spiagge. Vedi capitolo spiagge.

Punti a sfavore:
- La cucina internazionale davvero scadente. Purtroppo era da mettere in conto con così tante persone da servire, ma sono stata in altri hotel con cucina internazionale ed addirittura più ospiti, ma il livello era decisamente diverso. La frutta, fiore all'occhiello dei caraibi non era fresca, ma in scatola. Il pesce non era fresco. La pasta cotta e riscaldata per chissà quante ore. E il prosecco a disposizione dei clienti per colazione? Decisamente un'abitudine non italiana ;)
- L'indifferenza dei camerieri: gli ospiti italiani erano in minoranza rispetto ai canadesi. Clienti ciarlieri, spesso alticci, ma con l'ottima abitudine di allungare la mancia a fine pasto. Noi italiani, non avendo questa buona abitudine - per loro- non veniamo trattati con lo stesso riguardo. E non serve nemmeno parlare spagnolo facendo quindi fare loro meno fatica…

Conclusioni sull'hotel:
le 5 stelle le merita tutte perché, punti sfavore a parte, sono stata decisamente bene in questo hotel. Lo posso consigliare a chi non ha difficoltà a trovarsi in una struttura internazionale, dove l'animazione non è quasi presente - sicuramente non è pressante ed invadente come in certi villaggi frequentati solo da italiani, la cucina non è da gourmet 5 stelle, ma fondamentalmente è lo spirito libero e vacanziero che la fa da padrone.

Spiagge:
chi ha sentito parlare di Cayo Largo non può non avere sentito nominare Playa Paraiso e Playa Sirena. Ci si arriva via terra in tutti modi sopra citati. Il più "pittoresco", a mio avviso, è l'utilizzo del trenino. Dal Barcelò Playa Paraiso si raggiunge in 20-35 minuti - dipende se il trenino sosta presso gli altri hotel.
La prima, Playa Paraiso, è la mia preferito: più semplice, più raccolta, una piccola perla, per pochi. Ideale per le coppie. C'è un solo bar che prepara ottimi cocktail a 3 cuc oppure soft drink, acqua e birra a 1,50 cuc a lattina/bottiglia. Ho visto che prepara anche piatti con pane e frutta per un pranzo veloce e leggero.
L'acqua è azzurra e la prima volta che l'ho vista mi ha ricordato l'azzurro di quei fiorellini che chiamiamo gli occhi di Madonna. La spiaggia è attrezzata con alcune sdraio ed ombrelloni in legno e foglie di palma. Bisogna arrivare presto per accaparrarsi i posti migliori… la levataccia sarà ampiamente ripagata.
L'ultimo giorno noi abbiamo visto anche il tramonto da Playa Paraiso. Uno spettacolo che appaga tutti i sensi, ma che contribuisce alla tristezza per l'imminente ritorno a casa.

Playa Sirena è la seconda, la più grande, la più attrezzata. Su questa spiaggia ci sono un bar ed un ristorante con servizio a buffet e dove si può mangiare un'ottima e delicatissima aragosta - meglio prenotarla in anticipo presso il bar. Il costo dell'aragosta, con verdura, pane e frutta a buffet, una bibita a testa, riso e gamberetti nel piatto è di 22 cuc a testa… fate voi la conversione…
Playa Sirena è anche attrezzata per gli sport acquatici non motorizzati.

Con un po' di fortuna potrete anche vedere le stelle marine: attenzione però a non portarle fuori dall'acqua, come ho visto fare da un signore che la brandiva come un trofeo per tutta la spiaggia.

Playa Paraiso e Playa Sirena sono contigue. Si può raggiungere una o l'altra seguendo il lungo mare o il percorso sterrato.

Tutte le spiagge di Cayo Largo sono formate da sabbia bianchissima di corallo, dalla consistenza del borotalco. Questo contribuirà oltre a non scottare i piedi anche nelle ore più calde, anche a dorare la vostra abbronzatura caraibica… ma attenzione alle scottature. Il clima è idilliaco perché la temperatura è elevata ma il vento la rende gradevole… quindi le scottature sono davvero dietro l'angolo.

Escursioni:
le escursioni vengono proposte dal tour operator con il quale avete prenotato la vacanza. Il nostro ci ha proposto:
- Giornata all'Havana: in aereo con motore a elica, partenza 8.30, rientro 18.30, pranzo al floridita, Havana coloniale. Costo 140 cuc, 112 €. Per i bambini riduzione del 25%
- Giornata a Trinidad: stesso mezzo di trasporto, orari, prezzi. Visita alla città patrimonio dell'unesco
- Lo maximo: giornata in catamarano alla scoperta delle bellezze del mare. 69 cuc, 55€ (open bar e pranzo compreso). Partenza in catamarano da 30 posti dal porto de La Marina, sosta a Cayo Iguana - Cayo roccioso, dimora di un gruppo di iguane, modelle predilette dei curiosi in gita. Dopo quasi un'ora di navigazione di raggiunge la barriera corallina - questa è la barriera che si estende fra il messico e l'honduras, la seconda più lunga al mondo, dopo quella australiana, piena di pesci grandissimi e colorati (opinione riportata dal moroso, io non sono scesa). Dopo un'ora di snorkeling si prosegue la navigazione verso le piscine naturali. La barca attracca in un tratto di mare dove l'acqua raggiunge il metro e mezzo e scendendo, dopo un paio di bracciate, l'acqua dirada fino a formare degli isolotti naturali, stile maldiviano. Lo spettacolo prosegue, con il pranzo a bordo: verdure a bouffet, riso all'aragosta ed un ottima aragosta accompagnata da una leggera salsa al vino e aglio. Dopo la siesta si approda alla spiaggia de las mujeres o spiaggia delle conchiglie piccole. Anche qui l'acqua è bassa, limpida e caldissima. Le conchiglie splendide.
Dopo cinque minuti di navigazione siamo di nuovo al porto de la Marina. L'unica escursione che abbiamo fatto, ma che mi è piaciuta moltissimo.
- Versione ridotta de lo maximo (non ricordo il nome): mezza giornata, pranzo escluso, 45 cuc. Sicuramente non ne vale la pena.
Avrei moltissimi altri ricordi da raccontare, ma quasi 3000 parole sono sufficienti, almeno credo, per darvi un'idea di questo magnifico posto e mettervi la giusta curiosità per andarlo a visitare!

Hasta luego Cayo Largo!

Diario di viaggio: Londra

Viaggio di giugno 2005

A meno di 24 ore dal ritorno a casa, da casa, eccomi qui a scrivervi il racconto della mia settimana trascorsa a Londra, fra colori, sapori, sensazioni… spero sia utile a chi di voi sta programmando un viaggio nella mia Londra e che possa fare almeno un po' sognare chi di voi, almeno per il momento, non può visitarla.

Premessa: questo racconto di viaggio è parecchio lungo. Non mi sono dilungata, appositamente, su dettagli storici, architettonici sui vari luoghi visitati in quanto una guida potrebbe spiegarvi tutto molto meglio e più approfonditamente. Questo è una sorta di "compendio" alla guida acquistata in libreria, il racconto informale delle vacanze da parte di un'amica…
Ed è per questo motivo che troverete solo le recensioni di locali/ristoranti insoliti, trovati magari con un colpo di fortuna…

╩ SABATO 11/06/05 ╩
Volo Ryanair destinazione London Luton da Bergamo Orio al Serio.

Nella zona fra i banchi del check-in e la zona d'imbarco c'è una postazione presso la quale potete acquistare i biglietti per i trasferimenti in autobus dall'aeroporto al centro di Londra… Ovviamente sono più cari rispetto a quelli acquistati in loco, quindi, se non avete problemi con la lingua, meglio acquistarli prima di salire sull'autobus all'aeroporto e non in Italia.

Dopo il check-in ci accomodiamo al gate per l'imbarco e cominciano i ritardi… per non farvela troppo lunga invece di partire alle 9.55 siamo partiti alle 14.00… non siamo stati informati circa il motivo del ritardo. So semplicemente che hanno inviato un aereo direttamente da Londra a prenderci il quale era visibilmente sporco e con un bagno fuori servizio… ma tale era la voglia di arrivare che abbiamo sorvolato su questi dettagli.

Arrivati all'aeroporto di Luton siamo usciti alla ricerca della fermata numero 4 per prendere il bus della compagnia easybus verso il centro di Londra. Purtroppo per noi il bus si è rivelato un pulmino con capienza massima di 10 persone che avevano prenotato con largo anticipo. Easybus è la compagnia che offre il trasferimento più economico da e verso l'aeroporto di Luton, prenotate in anticipo però.
La seconda alternativa, quella che abbiamo scelto noi, è l'autobus della Greenline con tre diverse fermate nel centro di Londra. Per la "modica" cifra di 28 £ (poco più di 42 € ) abbiamo acquistato due biglietti andata e ritorno Luton - Londra centro - Luton.
La signorina addetta alla vendita è stata alquanto scortese. Così come l'autista… è vero, probabilmente i turisti saranno un po' impacciati, ma ci sono tanti altri lavori non a contatto con il pubblico in giro ;)))
- al ritorno abbiamo preso lo stesso autobus su Buckingham Palace Road, fermata numero 6. Sul retro del biglietto trovate cmq tutte le indicazioni per raggiungere la fermata! -

In alternativa potete prendere la navetta gratuita per la stazione dei treni di Luton e raggiungere così il centro di Londra in treno. Fra le tre soluzioni proposte questa è la più costosa… sempre che non decidiate di prendere un taxi. Allora quella sarà la soluzione più costosa ;)

Siamo scesi a Baker Street - famosa tra gli amanti di Sir Sherlock Holmes, ed abbiamo preso la Bakerloo line (marrone) della metropolitana, destinazione Paddington.

₪ TRAVELCARD₪
La Travelcard è una speciale tessera che consente di viaggiare sulle linee della metropolitana e sugli autobus diurni senza limite nell'arco del periodo e nelle zone di validità. Noi abbiamo acquistato due travelcard da 7 giorni a 21.40 £ l'una (meno di 33 €), valida per le zone 1 e 2.

☼THE HYDE HOTEL E PADDINGTON☼
L'hotel che abbiamo scelto (opinione dedicata) si trova vicino alla stazione di Paddington. Un'area molto tranquilla e ben servita da tutti i mezzi di trasporto. Non mancano ristoranti, fast food, bar per la prima colazione e piccoli alimentari per i piccoli acquisti. Noi siamo usciti tutte le sere e non abbiamo mai fatto incontri spiacevoli sulla via del ritorno. Un "quartiere" tranquillo soprattutto per i gruppi di sole ragazze o famiglie con bambini piccoli.

♫COVENT GARDEN♫
Prima di partire avevo stilato un programma con le cose da vedere suddivise per giorno. La prima giornata, cioè sabato, prevedeva la "visita" a Notting Hill ed al relativo mercato di Portobello Road. Ma grazie al ritardo del volo siamo arrivati in albergo alle 5.30 ed il cuore di Portobello a quell'ora è ormai smembrato, date anche le condizioni climatiche molto incerte.
Ecco allora il piano di riserva: Covent Garden. Che emozione arrivare alla stazione di Covent Garden, prendere l'ascensore e trovarsi immersi in un mondo a parte. Incantato. Come quello di Alice nel paese delle meraviglie.
Questo quartiere trasformato da mercato ortofrutticolo a quartiere all'ultima moda, all'ultimo grido. Un must fra i giovani e non più giovani smart chic. Ed oltre a tutto questo uno dei quartieri più turistici in assoluto. Ed è proprio tornando a Covent Garden che mi è venuto in mente un pezzo de "Il grande Boh" di Jovanotti e alla sua famosa canzone l'ombelico del mondo… è proprio vero che Londra è un mix di generazioni e razze, così diverse e così uguali, così lontane e così vicine da rendere questo luogo la casa ideale per ognuno di essi.
Da non perdere a Covent Garden:
- la Covent Garden Piazza
- la St. Paul's Church - la riconoscerete facilmente in quanto ad ogni ora del giorno c'è uno spettacolo diverso improvvisato dall'artista di strada di turno
- l'Apple Market con tanti piccoli, deliziosi negozietti
- il Jubilee Market
Ma Covent Garden non è solo questo… se invece di uscire a destra dalla metropolitana uscite verso sinistra ed imboccate Nael Street, incapperete in una Covent Garden ancora più bella e cool. Un must per tutti i più giovani alla ricerca di abiti di tendenza… ovviamente i prezzi sono folli ;))) e se non avete soldi da spendere, limitatevi semplicemente a guardarvi in torno, ne varrà veramente la pena.

♫LEICESTER SQUARE♫
A pochi passi da Covent Garden c'è la famosissima Leicester Square. Qui potete trovare cinema, teatri, club e discoteche e di sera è veramente molto frequentata, non solo da turisti. Soprattutto in questa zona, come del resto in tutto il centro di Londra ma in misura minore, ci sono telecamere e poliziotti ovunque che vegliano sulla tranquillità della piazza.
Sempre a Leicester square si trovano molti bagarini che vendono prezzi per gli spettacoli a prezzi stracciati. Non so quanto siano affidabili, quindi forse è meglio affidarsi alle biglietterie ufficiali e non buttare soldi al vento inutilmente.
Un piccolo segreto: uscendo dalla parte nord della piazza, verso Charing Cross Road, mi sono imbattuta in una chiesetta che si chiama Notre-Dame de France. Davvero deliziosa ed assolutamente non turistica… questa volta però me ne sono ricordata troppo tardi e non sono tornata a visitarla… se passate da quelle parti non dimenticate di cercarla. Ne vale veramente la pena!

╩ DOMENICA 12/06/05 ╩

♫DA LANCASTER GATE A OXFORD CIRCUS♫
Oltre a Paddington, non molto distante dal nostro hotel c'era anche la fermata di Lancaster Gate. Poiché era chiusa per lavori in corso, ci siamo fatti una passeggiata… (non so dirvi con esattezza quanti chilometri fossero, ma di sicuro non sono pochi) approfittandone per anticipare la visita di alcuni luoghi quale Marble Arch, Oxford street fino ad arrivare ad Oxford Circus. Un vero e proprio paradiso per gli amanti dello shopping ;)

♫CAMDEN TOWN♫
Se il sabato a Londra per me significa Portobello Road, la domenica si va a Camden Town. Si scende a Camden Town (Northern Line - zona 2) ed all'uscita si gira a destra… basta seguire la scia di persone. (N.B. il sabato e la domenica, dalle 13.30 alle 17.00 la stazione è aperta solo per in treno in arrivo e non per quelli in partenza. Ad un chilometro nemmeno di distanza c'è la stazione di Mornington Crescent, oppure potete prendere il primo autobus che passa per raggiungere la meta successiva).
Camden Town è il paradiso degli eccessi, delle evasioni. Ora per le strade vendono anche i funghetti allucinogeni… se non è eccesso questo!!! Il quartiere dove gay e lesbiche possono esprimersi al meglio senza incappare nel giudizio della gente. La creatività, l'estro e la genialità si respira nell'aria. Ci sono così tante culture e modi di vivere a confronto che è impossibile rimanere impassibili di fronte ad un tale spettacolo. 
E Camden Town è anche il posto ideale per rifarsi letteralmente il look ed acquistare qualcosa di insolito, magari riciclato da altri materiali, o di seconda mano.
Cercate qualcosa? A Camden Town la troverete di sicuro… basta semplicemente armarsi di tanta pazienza e sarete ripagati.
È davvero difficile per me spiegare in poche parole cosa rappresenta questo micro cosmo… bisogna semplicemente venire a contatto con questa realtà e farsi inghiottire…
E per mangiare c'è veramente l'imbarazzo della scelta. All'interno del mercato ci sono innumerevoli bancarelle con altrettanto innumerevoli cucine diverse… a voi la scelta!
L'unica cosa che mi è dispiaciuta a Camden Town è vedere che la stanno modificando, stanno costruendo tantissimi palazzi in acciaio e vetro… assolutamente non in tono con l'atmosfera di Camden ;(

♪HYDE PARK♪
Non contenti del giro fatto per Camden, abbiamo deciso di farci una passeggiata nel parco… e che passeggiata… abbiamo attraversato trasversalmente Hyde Park partendo da Hyde Park Corner, fino a Lancaster Gate. È incredibile la pace, il verde e la tranquillità di questo angolo circondato da palazzi, traffico e smog. Un vero angolo di paradiso. Non vi mancherà di certo l'occasione di incontrare da vicino uno dei tanti scoiattoli che popolano i parchi di Londra.
Da non perdere la statua di Peter Pan e la fontana in memoria di Diana. Per entrambi è sufficiente seguire le numerose indicazioni sparse per tutto il parco.

╩ LUNEDÌ 13/06/05 ╩
Sveglia non certo mattiniera e colazione da NERO - THE ITALIAN COFFEE COMPANY. Una catena milanese, esportata in tutta Londra, con una grande varietà di caffè, cappuccini, dolci, panini freddi e succhi di frutta per iniziare bene la giornata.
Ora bere un buon caffè anche a Londra è possibile, basta ricordarsi di NERO.
In più NERO ha una sorta di fidelity card, ogni caffè acquistato da diritto ad un timbro su una tessera, ed al nono timbro il decimo caffè è gratis… non male, no? ;)

Ed il nostro ritmo da vacanziero spensierato ha subito una bella trasformazione… se in un primo momento deridevamo tutte queste persone così ben organizzate, sempre di fretta e capaci di mangiare, leggere, scrivere mentre sono di corsa da un binario all'altro della metropolitana… dopo nemmeno un paio di giorni il nostro ritmo era frenetico quanto il loro.

♪TRAFALGAR SQUARE♪
Anche questo è uno dei luoghi più rinomati e frequentati di Londra. È la famosa di piazza con i leoni e la colonna di Nelson, nonché la piazza su cui si affaccia la National Gallery… così me la ricordavo dall'ultima volta che l'avevo vista. Ma lunedì c'era qualcosa che stonava in questa piazza… due castelli gonfiabili ed un campo da tennis… ma stiamo scherzando?!?! In più c'è anche un pannello che fa il conto alla rovescia al 6 luglio, giorno in cui sarà estratta la città che ospiterà i giochi olimpici del 2012.
Da non perdere, se siete amanti dell'arte, la visita alla National Gallery ed alla National Portrait Gallery.

♪BUCKINGHAM PALACE E ST. JAMES'S PARK♪
Da Trafalgar Square a Buckingham Palace la distanza è veramente minima. È sufficiente passare sotto all'Admiralty Arch che segna l'inizio di The Mall e proseguire dritto. In lontananza si vedono cmq Buckingham Palace e il Victoria Memorial.
Il giorno 11/06 c'è stata una grande parata per festeggiare il compleanno della Regina - che anagraficamente compie gli anni a maggio, ma per convenzione si festeggia il terzo sabato di giugno con questa parata - ed i lampioni su THE MALL erano ancora ornati con le bandiere britanniche.
Siamo arrivati appena in tempo per l'inizio del cambio della guardia - gli orari cambiano di mese in mese, quindi prima di partire è consigliabile consultare il sito del turismo della città di Londra onde evitare attese inutili.
Il cambio della guardia è veramente molto suggestivo. Organizzato alla perfezione. Un vero spettacolo per tutti i turisti accorsi ad assistervi.
Per me - che avevo già visto il cambio della guardia molte altre volte - è stato più divertente vedere tutte le mani alzate con altrettante macchinette che scattavano foto ed assistere allo spettacolo dei bobbys - poliziotti - ripetere all'infinito a tutti i turisti incantati dallo spettacolo e magari ignari della lingua KEEP CROSSING, GO QUICKLY, KEEP THE WALKING WAY CLEAR. Inflessibili ed empatici allo stesso tempo.
Con Buckingham Palace alle spalle, alla propria sinistra si trova il Green Park, alla propria destra il St. James's Park. La nostra visita è proseguita in quella direzione… e a differenza delle altre volte nel panorama di fronte a noi c'era una novità… il London Eye!
Il parco di St. James's è un altro piccolo paradiso nel cuore della città. Da qui si possono scattare bellissime foto del Buckingham Palace e rilassarsi all'ombra di un albero sdraiati sul prato.

♪WHITEHALL PALACE, HORSE GUARDS E DOWNING STREET♪
Dal parco di St. James's è possibile accedere al retro dell'Horse Guards Palace - con due guardie a cavallo all'entrata del palazzo (tutti i giorni fino alle 16.00) - e raggiungere quindi Whitehall Palace e in direzione del Big Ben, vedere inoltre Downing Street. La via è protetta da un'alta cancellata e guardie all'entrata… ma è sempre meglio di niente.

♪BIG BEN, HOUSES OF PARLIAMENT E WESTMINSTER ABBEY♪
Proseguendo da Whitehall, il Big Ben e The Houses of Parliament sono veramente poco distanti. Penso non ci sia nulla da aggiungere… sono "monumenti" talmente tanto famosi che non potrei avere nulla di più da aggiungere rispetto ad una guida. Sulla destra del parlamento, provenendo da Whitell, si trova la Westminster Abbey. Nota ai più come l'abbazia del matrimonio di Carlo e Diana. La visita è a pagamento e la fila per entrare sempre lunghissima… a voi la scelta. La visita comincia dall'entrata settentrionale dell'abbazia. Nello spazio antistante all'ingresso c'è una piccola chiesetta, molto intima e raccolta, la cui visita è gratuita, la St. Margaret's Church.

♪NEW SCOTLAND YARD, VICTORIA STATION E TATE BRITAIN♪
Lasciando la Westminster Abbey in direzione Victoria, si raggiunge New Scotland Yard. Altro non si vede che l'immenso palazzo di vetro ed acciaio ed il triangolo girevole.

∂THE OLD MONK∂
Eravamo alla ricerca di qualcosa da mangiare e, a pochissimi passi da New Scotland Yard, abbiamo trovato questo pub ricavato in una vecchia cantina. Un pub decisamente non per turisti, frequentato solo da eleganti uomini d'affari il cui pranzo erano un paio di birre a testa.
Al bancone un ragazzo molto gentile - che mi chiamava Madame - mi ha spiegato come ordinare, mi ha consigliato una buona birra brewed - ovvero pompata a mano e non con la pompa elettrica.
Abbiamo ordinato, ovviamente, fish & chips. Una grande fetta di merluzzo impanato in una pastella di burro, farina e birra e servito con piselli, patate e salsa tartara. E la birra scelta era una IPA GREEN KING, una bitter. Un posto tranquillo, molto carino con prezzi nella media.

Abbiamo proseguito il nostro cammino verso Victoria Station e da lì abbiamo preso la metropolitana per la Tate Britain. L'ingresso è gratuito, con offerta libera. Questa galleria finanziata da Sir Henry Tate - colui che ha inventato la zolletta di zucchero, ha collezioni permanenti che variano di anno in anno, oltre ad un ala dedicata a J.M.W. Turner. In questa galleria è possibile ammirare alcune opere di uno dei miei pittori preferiti, Dante Gabriel Rossetti.

♪DA MILLBANK AL LONDON EYE♪
Lasciando la Tate Britain abbiamo proseguito in direzione Big Ben, costeggiando le rive del Tamigi. Dopo aver attraversato il Westminster Bridge ci siamo diretti verso la County Hall che ora ospita l'acquario di Londra, la Saatchi Gallery, una mostra su Salvador Dalì e la biglietteria per il London Eye, la famosa ruota panoramica finanziata dalla British Airways ed inaugurata in occasione del nuovo millenio.
Un esperienza bellissima, da ripetere. Avere Londra ai propri piedi non è esattamente un'esperienza che si ripete tutti i giorni. Il costo è di 12.50 £ a testa e "l'experience" dura circa 30 minuti.

╩ MARTEDÌ 14/06/05 ╩

♪LA CITY, SOUTHWARK E SOUTHBANK♪

Gambe in spalla e si parte alla volta di ST. PAUL'S CATHEDRAL. Anche la visita di questa Cattedrale è a pagamento e la fila per entrarvi è abbastanza lunga fin dalle prime ore del mattino.

Proseguendo per CANNON STREET, famosa via della City, ci siamo trovati di fronte alla BANK OF ENGLAND - ora sede dell'omonimo museo - ed alla ROYAL EXCHANGE.
Alle spalle della Royal Exchange, a sud del LLOYD'S BUILDING si trova il LEADENHALL MARKET, una costruzione di origine vittoriana, in ferro battuto, con le colonne color crema e terra bruciata, ospitano questo ricco mercato per gli uomini della City ad ora di pranzo. Un angolo caratteristico assolutamente da non perdere. 
Cammina cammina siamo arrivati alla TOWER OF LONDON, dove sono custoditi, fra le altre cose, anche i gioielli della corona. Anche in questo caso biglietto salato da pagare e coda interminabile. Da non perdere il racconto dei Beefeafters - corpo di guardia della torre - della leggenda dei corvi.
Dalla Tower of London si intravede e si raggiunge facilmente il TOWER BRIDGE.
E attraversato il Tower Bridge prosegue il nostro giro.
Costeggiando il Tamigi si vede ormeggiata la HSM BELFAST, una nave - incrociatore pardon, corretta da chi ne sa di più di me ;) - della Royal Nay della Seconda Guerra Mondiale.
E sempre costeggiando il Tamigi a piedi abbiamo visto nell'ordine: il SHAKESPEARE'S GLOBE, la TATE MODERN (assolutamente troppo stanchi per visitarla, ci siamo limitati all'ingresso), la OXO TOWER, l'IMAX e per finire la WATERLOO STATION.

╩MERCOLEDÌ 15/06/05 ╩

Pioggia fitta, pioggia pesante, una mezza giornata persa… e finita la pioggia è iniziata l'afa…

∂THE STANHOPE ARMS∂
Proprio di fronte all'uscita della metropolitana di Gloucester Road si trova questo pub. Due bariste, una mora e una bionda, come le veline di striscia la notizia, assolutamente sgarbate ed insofferenti. Non solo con noi turisti, ma anche con i residenti.
Abbiamo ordinato due cheeseburger e la famosa LONDON PRIDE, una birra inglese spillata a mano. Un posto carino, con i prezzi nella norma. Se riuscite a passare sopra alla scortesia di queste due ragazze - magari non sarete così sfortunati da essere serviti da loro - il cibo merita una fermata ;)

Da Gloucester abbiamo proseguito alla volta del quartiere di South Kensington e nell'ordine di: NATURAL HISTORY MUSEUM, SCIENCE MUSEUM, VICTORIA & ALBERT HALL fino a HARRODS.
Harrrods è la meta di tutti i turisti in visita a Londra… come darci torto, però? Perché proibirsi di sognare e stare, anche se per sole poche ore, nel lusso più sfrenato? Anche il geek, non certo amante dello shopping, ha cmq gradito questa tappa.
I prezzi sono a dir poco proibitivi, ma poche persone lasciano Harrods senza il tradizionale sacchetto verde con la scritta in oro.
Per gli amanti di Lady D, al piano terra, scendendo con la scala mobile egiziana, c'è il memoriale di Diana e Dody.

E visto che mercoledì 15 c'era la finale per la Coppa Italia, ed il geek è un interista convinto, prima di partire abbiamo cercato un bar che trasmettesse la partita. Ci siamo, purtroppo, imbattuti nel bar ITALIA UNO, dietro alla stazione di Goodge Street, gestito da Felice, emigrato a Londra con le figlie. Il bar ha una piccola saletta ed una sala abusiva nel seminterrato senza vie di fuga e piena di italiani ubriachi e cannaioli… se passate da Londra e dovete per forza vedere una partita, non passate dal BAR ITALIA UNO. 

╩GIOVEDÌ 16/06/05 ╩
Il giorno del mio compleanno… e cosa si fa? Shopping!!! Con la "scusa" di terminare la visita del cuore "commerciale" di Londra ho portato il geek alla scoperta di CARNABY STREET (assolutamente cambiata, rimodernata e rimessa a nuovo, pulita dai negozi punk rock che prima la popolavano, ahimè), OXFORD STREET, BOND STREET… chi più ne ha più ne metta.
Stavo per dimenticare REGENTS STREET e Hamley's. Cos'è Hamley's? Sulle guide è citato come il più grande negozio di giocattoli al mondo… forse un tempo, ora non più, ma non per questo non merita una visita. Per le "bambine cresciute come me", al secondo piano c'è la TEDDY BEAR FACTORY. Potete scegliere fra una vasta scelta di pupazzi da riempire e finire a vostro piacimento. Dopo aver scelto il vs. pupazzo, un "commesso" vi aiuterà a riempire il vostro pupazzo ed alla fine vi rilascerà un adesivo che vi dichiara aiutanti della TEDDY BEAR FACTORY per un giorno ;)
Al secondo desk c'è un abile signora che vi fa scegliere un cuore, esprimere un desiderio, ed infilarlo nel cuore del teddy bear, prima che venga ricucito. A vostro piacimento potete anche acquistare dei vestiti fatti su misura per i vari teddy bears e vi viene rilasciata la carta d'identità del teddy bear che avete creato. 

∂HARD ROCK CAFE∂
Nella premessa avevo scritto che non avrei parlato di ristoranti famosi…ma questo merita un'eccezione ;) dal primo HARD ROCK che abbiamo visitato insieme, ogni anno io e il geek scegliamo di visitarne sempre uno diverso. E quest'anno è toccato al primo HARD ROCK della storia. La metropolitana più vicina è quella di Hyde Park Corner e lo si raggiunge facilmente seguendo le indicazioni per Hyde Park Lane.
La nostra cameriera, Delia, era una simpatica e carichissima signora ultrasessantenne, bionda, che prima di farci ordinare una tipica ale inglese ce ne ha portato un po' per assaggiarla. Ha consigliato/ordinato al geek di assaggiare un cheeseburger di angus, mentre a me ne ha consigliato un altro. La classica scena della nonna che invita i nipotini "patiti" a mangiare ;)

Ad una perfetta giornata di shopping non può mancare una capatina a Covent Garden. E a Covent Garden siamo tornati per cena.

∂BELGO CENTRAAL∂
Sono anni che desidero andare in questo locale per cena. È un locale di origine belga, con specialità di pesce. Non è solo per la cucina, ma anche per l'architettura del locale. A piano terra c'è il bar ed il montacarichi che porta i clienti nella sala del ristorante. Il pavimento è formato da tanti piccoli mattoncini sconnessi rossi e le pareti sono pennellate in bordeaux e le volte antiche della cantina che ora ospita il ristorante sono rimaste inalterate.
Il Belgo Centraal è famosissimo per le sue cozze. E noi abbiamo ordinato - pur essendo ancora pieni dal lauto pranzo all'Hard Rock - una porzione di cozze marinate con aglio, olio, prezzemolo e vino bianco. Il tutto servito in un secchiello di latta con coperchio che serviva come raccogli gusci. Una bontà ed una delicatezza supreme.
Ci sono molte varianti di queste cozze e ha poco è anche disponibile l'aragosta. Dai piatti che vedevamo passare l'aspetto prometteva molto bene.
Oltre a tutti questi piatti c'è un'ampissima scelta fra le birre belghe - le mie preferite in assoluto. L'unico neo è la confusione che permea tutto il locale… non assolutamente adatto per un'intima cenetta romantica per due ;)
È fondamentale prenotare onde evitare attese estenuanti, soprattutto nel WE

╩VENERDÌ 17/06/05 ╩

♪GREENWHICH♪
Mi sono tenuta uno dei tanti angolini che adoro di Londra per la fine. Ed eccoci a Greenwhich. Ci siamo arrivati semplicemente prendendo la DRL da Bank - senza pagare alcun supplemento - attraversando i Docklands su una ferrovia a cielo aperto. Un'esperienza davvero bella che ci ha permesso di vedere una parte di Londra che altrimenti avremmo perso. P.S. la fermata è Cutty Sark e non Greenwhich.
Dopo una visita alla CUTTY SARK, imbarcazione fissata a lato del giardino dell'OLD ROYAL NAVAL COLLEGE, siamo passati di fianco al NATIONAL MARITTIME MUSEUM e sotto al porticato della QUEEN'S HOUSE e ci siamo incamminati nel GREENWHICH PARK in direzione del ROYAL OBSERVATORY.
La strada verso l'osservatorio ha una discreta pendenza, ma potrete fermarvi di tanto in tanto all'ombra dei tanti alberi che costeggiano la salita.
L'entrata all'osservatorio è - non ci crederete - gratuita. Prima di entrare vi consiglio di assistere alla spiegazione della nascita dell'osservatorio, del meridiano e quant'altro ad opera di un attore in costume. Di facile comprensione, è sicuramente un esperienza divertente ed interessante.
Per non parlare poi del panorama che si gode dall'osservatorio. La visita al museo è interessante, ancor di più se siete appassionati dell'argomento.

∂THE SPANISH GALLEON∂
Abbiamo scoperto questo delizioso pub per caso, in un angolo, poco lontano dall'uscita della DLR a Cutty Sark. Anche questo quasi deserto, frequentato per lo più da anziani signori del luogo, intenti a discutere davanti ad una pinta. Il geek ha provato il fish & chips, mentre io ho provato un sandwich della casa con prawns ed avocado. Una freschissima delizia. Tantissimi gamberetti in fresca salsa rosa, delicatamente pepati su un letto di insalata, il tutto in una fragrante baguette. E tantissime patatine, perché quelle non mancano mai.
Molto cordiali le cameriere, servizio celere ed ottimo cibo. Sicuramente un ottimo indirizzo

Per il ritorno in centro a Londra abbiamo deciso di usare un mezzo alternativo: la barca. Ci siamo fatti una crociera su Tamigi, della durata di circa un'ora. Il prezzo è di 4.50 £ a testa, solo andata, se esibite la travelcard. Un'esperienza assolutamente da provare.

╩SABATO 18/06/05 ╩

♪NOTTING HILL E PORTOBELLO ROAD♪
Ho ritardato di una settimana esatta il programma iniziale… siamo scesi a Notting Hill ed anche qui abbiamo seguito la folla verso il mercato di Portobello.
Ho tirato un sospiro di sollievo quando, a differenza di Camden Town, ho visto che tutto era rimasto com'era. L'aria di antico - e anche di fregatura - si respira nell'aria ;) fortunatamente a giugno i turisti non sono ancora tanti, rispetto ad agosto almeno, quindi si riesce a gustare il tutto con un po' più di calma… ma se il mercatino dell'antiquariato non vi interessa, proseguite oltre, fino al punto in cui la strada è sormontata da un cavalcavia, ed ecco che avrete trovato i veri affari. Vestiti di seconda mano, molto hippie o stile esercito popolano le bancarelle. Non mancano comunque le gonne e le camicie di ispirazione asiatica.
Se siete amanti del genere e vi sentite un po' dei figli dei fiori mancati, non mancate all'appuntamento con Portobello. Se invece il vostro spirito è un po' più "aggressive", allora Camden è più indicata a voi.

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Diario di viaggio: Roatan

Viaggio di aprile 2006

Sembra ieri quando, di ritorno da Zanzibar, pensavamo già alla prossima vacanza. E ricordo bene quando abbiamo detto: "La prossima volta tocca a Roatan". Non sapevamo molto del luogo, semplicemente eravamo rimasti incantati dalle foto viste sul catalogo Bravo Club.
E così è stato. Infatti, anche se mi sembra già un secolo, sono appena tornata da una settimana a Roatan. Come penso, questa opinione sarà lunga, e quindi come faccio sempre in questi casi la dividerò per capitoli, così potete saltare quelli che non sono di vostro interesse.

DOVE SI TROVA?
Roatan è la più grande e la più turistica delle Islas de la Bahía dell'Honduras (il secondo paese per estensione del centro America che confina ad Guatemala, El Salvador, Nicaragua e Mar dei Caraibi).
Un paradiso naturale incontaminato circondato dal mar dei caraibi e protetto dalla seconda barriera corallina più lunga ed importante dopo quella australiana.
Lunga circa 70 km, larga non più di 5, ha una superficie totale di circa 80 km2. Parte dell'isola è ancora inesplorata
Il villaggio Henry Morgan Bravo Club si trova sulla bellissima spiaggia di West-Bay, una delle più belle di tutta l'isola.
L'aeroporto ed i maggiori centri turistici sono compresi fra la parte est e la parte ovest dell'isola.

QUANDO ANDARE?
Anche se il fenomeno di El Niño ha modificato il naturale corso delle stagioni, teoricamente il periodo migliore per visitare questa isola va da marzo a settembre, poiché da ottobre a dicembre inizia la stagione delle piogge che sono molto cospicue. A gennaio e febbraio le piogge diminuiscono, ma solo con gli inizi di marzo la stagione è ideale.
Indipendentemente dalle piogge, la temperatura media va dai 25° ai 29° per tutto l'anno. Il tasso di umidità è altissimo. La scorsa settimana era al 85%

FUSO ORARIO
In Honduras adottano il sistema orario centroamericano e non adottano l'ora legale. Tutto questo significa che il fuso orario è di - 7 ore, che con l'entrata in vigore dell'ora legale italiana diventano 8.
Pur essendo la prima volta che visitavo un paese con un fuso orario così esteso non ho avuto problemi. Il segreto è quello di - sia quando si arriva in Honduras che quando si rientra in Italia - adattarsi il più possibili agli orari del paese e ripristinare i ritmi di vita sulla base degli orari del posto.

ORE DI VOLO
L'andata è diretta da Milano Malpensa ed il volo dura 11 ore e mezzo. Il ritorno fa scalo a Cancun (circa 50 minuti di volo) e dura meno di 11 ore compreso il volo Roatan-Cancun.

MONETA
La moneta nazionale hondureña è il Lempira. La settimana scorsa 1US$ = 19 Lempiras.
Gli Euro non sono ancora diffusi. Anche il cambio non è così facile, quindi è consigliabile partire dall'Italia già con i dollari.
Le carte accettate più comuni sono generalmente accettate, tranne quelle elettroniche.

DOCUMENTI e VISTI
Per entrare in Honduras è necessario il passaporto valido per almeno 6 mesi dall'entrata nel paese. Per i cittadini dell'Unione Europea non è richiesto il visto. Viene concesso un visto di 30 giorni dall'entrata del paese che può essere rinnovato fino ad una permanenza massima di 180 giorni.
L'entrata nel paese è gratuita - come vi ricorda un cartello all'aeroporto che dice: "La entrada a nuestro pais es gratis". 
Manca il cartello che dice: "La salida de nuestro pais NO es gratis". Infatti per uscire da Roatan dovete pagare una tassa di 31.50 US$ circa (l'importo è in Lempiras e il cambio in $ è quello appena riportato).

VACCINAZIONI
Non ci sono vaccinazioni obbligatorie per entrare in Honduras. È sicuramente consigliabile essere vaccinati contro il tetano.
Il problema/fastidio maggiore legato a Roatan sono i sandflies, minuscoli moscerini presenti nella sabbia che nelle ore più umide della giornata - alba e tramonto, pungono senza tregua.
Esiste la leggenda dell'olio Johnson: si dice che l'olio protegga la pelle dalle punture di questi terribili moscerini. Forse è così, io mi sono portata a casa un bel ricordo. Mi hanno letteralmente mangiata viva, ma è stato sufficiente prendere un antistaminico e tutto è passato. Col senno di poi - soprattutto perché me lo hanno detto l'ultimo giorno, avrei limitato il consumo di ananas e pomodori in quanto contengono entrambi un enzima che addolcisce il sangue.
Altro aspetto da non trascurare è il forte tasso di umidità che può fare drasticamente abbassare la pressione. Basta seguire poche e semplici regole per non stramazzare al suolo: bere spesso, bere succhi di frutta od integratori per introdurre i Sali minerali persi, adottare un'alimentazione leggera e ricca di frutta e verdura evitando cibi elaborati e fritti.

TELEFONATE
La copertura GSM non è ancora stata completata. Al momento funzionano i cellulari trialband con schede TIM e 3 e i quadriband con tutti gli operatori.
È sicuramente più conveniente chiamare tramite l'hotel (circa 3 $ al minuto). È possibile inoltre acquistare nei paesi vicini delle schede per cellulare al costo di 5$. Queste tessere solo valide solo per le telefonate e non per ricevere messaggi.

STORIA
L'Honduras è stata per secoli contesa fra spagnoli e britannici, è stata spettatrice di dispute fra pirati e corsari. I britannici hanno avuto la meglio sugli spagnoli ma finalmente Honduras e quindi anche Roatan ora è una repubblica Presidenziale indipendente.
La lingua ufficiale è lo spagnolo anche se sulle isole è molto diffuso l'anglo-caraibico, uno "Spanglish" molto marcato ma assolutamente orecchiabile.
A differente di Honduras, Roatan è un paese molto tranquillo ed agiato. Gli abitanti - pur non essendo ricchi, sono sufficientemente benestanti per permettersi i lussi moderni (casa, macchina, cellulare), in quanto le loro fonti di reddito sono rappresentate da pesca e turismo. La massiccia invasione degli americani ha modificato le abitudini ed i costumi degli hondureñi dell'isola portandole un po' troppo verso il modello americano.

IL VILLAGGIO HENRY MORGAN
Il villaggio Henry Morgan si trova a circa 30 minuti dall'aeroporto della capitale turistica dell'isola: Coxen Hole.
Lungo la strada per arrivare al villaggio si trovano le case ed i resort costruiti per i turisti americani. Davvero lussuosi ed imponenti. Molti dei quali non sono propriamente integrati nel contesto naturale.

Prende il nome da un famoso corsaro: Sir Henry Morgan.

Il villaggio è composto dal complesso delle camere ospitate in casette a due piani, colorate con colori molto vivaci ed immerse nel verde e nella natura.
Le camere sono a dir poco spaziosissime: pavimento in legno, letto king size, ampi armadi a muro. Il tutto in contrasto fra il luminoso bianco e l'elegante blu. Le camere al primo piano hanno un ampio terrazzino con amaca annessa, mentre quelle al secondo piano hanno un terrazzino con vista su giardino interno. Non ci sono camere con vista mare.
Il bagno è altrettanto spazioso. La pulizia della camera e del bagno è ineccepibile, così come la pulizia di tutti gli spazi comuni.
La reception ed il bar sono open air ed al centro è presente un giardino tropicale. Ci sono tanti divani in legno con morbidissimi cuscini per abbandonarsi al dolce far niente o a piacevoli chiacchiere.
Il consueto teatro del Bravo Club è dietro a quest'area ed al coperto per "salvare" gli spettacoli nelle sere piovose.
All'interno del villaggio è presente un'immensa e profondissima piscina - all'interno della quale vengono effettuate anche le prove gratuite per i futuri sub, un campo da beach volley, uno spazio per il tiro all'arco, un campo da calcetto su erba, il negozio di souvenir, l'internet point, il centro diving ed un bar/ristorante sulla spiaggia.
Il villaggio è veramente a misura d'uomo, contenuto ma con i giusti spazi per non sentirsi troppo oppressi anche quando il villaggio è pieno.
All'interno del villaggio, prima della spiaggia, è presente un terraio naturale con piscinetta annessa che ospita diverse tartarughe ed un piccolo coccodrillo. C'è anche un'iguana che gira libera per il villaggio. Io non l'ho mai incontrata… forse è una diceria popolare

LA CUCINA
Il cuoco del villaggio è lo stesso che c'era a Zanzibar ad ottobre. La cucina è davvero varia e gustosissima. C'è veramente l'imbarazzo della scelta, gli ingredienti sono di ottima qualità.
Quello che più mi è rimasto impresso è il sapore succoso e "vero" della frutta. Magari avessimo ananas così buone anche qui in Italia.

ANIMAZIONE
Il gruppo di animazione di questo villaggio era un po' sotto tono rispetto agli altri Bravo Club. Sarà forse colpa dell'apaticità degli ospiti, sta di fatto che i momenti "morti" della giornata erano parecchi e la forza del Bravo Club è quella di creare momenti piacevoli e di intrattenimento per gli ospiti durante tutta la giornata.
Questo non significa che l'animazione sia oppressiva, anzi, semplicemente è coinvolgente e di compagnia.
Detto questo sono tutti ragazzi molto simpatici, cordiali, ma non hanno fatto la differenza come negli altri villaggi. Peccato.

LE ESCURSIONI
Le escursioni di terra non sono oragnizzate da Bravo Club come negli altri villaggi ma dall'albergo. Le escursioni di amre sono organizzate dal centro TGI DIVING presente nell'albergo.

ESCURSIONI DI MARE

INCONTRO CON I DELFINI: l'isola di Roatan ospita uno dei centri di studio dei delfini più importanti di tutto il centro america. Questo istituto si trova all'interno del Antony's Key Resort.
Questo centro di ricerca ha veramente a cuore la vita ed il benessere dei delfini e ne è la riprova il fatto che questi delfini si sono riprodotti più volte e generalmente il delfino non si riproduce quando è in cattività od in luoghi pericolosi.
Attualmente il centro ospita 19 delfini. L'ultimo nato ha 6 mesi ed è lungo poco più di un metro ed è tenerissimo.
Gli ospiti, divisi in gruppi di 6 persone, affiancano l'istruttore ed assistono agli esercizi che i delfini eseguono. Il delfino è un animale estremamente intelligente. Il fatto che sia così abile ad eseguire gli esercizi è perché gli istruttori sono riusciti ad insegnare loro i vari esercizi premiando i comportamenti corretti con il cibo.
L'esperienza è davvero unica ed emozionante. Quasi indescrivibile ed assolutamente da provare.
Questa esperienza si può amplificare nuotando per ½ ora nella laguna insieme ai delfini. Io ho semplicemente assistito da fuori acqua ma dev'essere davvero unica come esperienza. Ho ancora la pelle d'oca mentre scrivo.
Costo: incontro: 65 US$ - incontro + nuoto 105 US$

TOUR DELLE BAIE: tour in barca fra le baie più belle dell'isola (West Bay, Sandy Bay e Palmetto Bay), passeggiata sulla spiaggia paradisiaca di Palmetto Bay che prende il nome dall'enorme piantagione di palme con spuntino a base di frutta e tappa finale di snorkeling. 
Un'escursione per gli amanti della barca (scoperta ed a motore), del mare e dello snorkeling. Io non ho provato lo snorkeling perché era a mare aperto (e non protetto come in Mar Rosso) ma il geek mi ha assicurato che la barriera è bellissima e le varietà di pesci sono molteplici. So di essermi persa uno spettacolo mozzafiato, ma penso sia stato meglio evitare un attacco di panico in pieno oceano.
Costo: 35 US$

ESCURSIONI DI TERRA

TOUR DELL'ISOLA: mezza giornata alla scoperta dei luoghi salienti dell'isola. Prima tappa Coxen Cavern all'interno del Gumba Limba Park. All'interno della caverna sono rappresentati alcuni murales con la storia dell'isola e c'è anche una raffigurazione di John Coxen, corsaro antagonista di Sir Henry Morgan. Si prosegue all'interno di uno splendido giardino botanico con oltre 200 specie di piante diverse - a detta della guida è ancora più bello quando ci sono le orchidee in fiore. Il primo incontro è quello con i pappagalli. C'è anche la possibilità di accarezzare e portare sul proprio braccio un bellissimo esemplare dalle piume verde brillante. E si prosegue con un incontro bellissimo: quello con le scimmie. Ci sono 7 scimmie fra scimmie cappuccino e scimmie urlatrici. Sono animali molto curiosi e dispettosi, ma al tempo stesso molto dolci. Anche questa esperienza è davvero curiosa.
Per uscire dal parco è necessario passare su un ponte tibetano… per i più temerari. Per i meno coraggiosi si può ripercorrere la strada dell'andata a ritroso.
Si prosegue in pullman verso Coxen Hole, la capitale turistica dell'isola. Un agglomerato di cemento che si sviluppa lungo un'unica strada. Piena di negozietti all'interno dei quali si possono comprare souvenirs. Munitevi di soldi, tanti soldi, perché le cose da comprare sono tantissime ed i prezzi alti. Grazie agli americani che arrivano e spendono e spandono.
La gita si conclude con la visita ad un centro che ospita 4000 iguane. Io ho una certa repulsione per questi rettili quindi non mi soffermerò oltre.
Costo: 40 US$

WEST END: è un piccolo paese vicinissimo al villaggio Henry Morgan. Anche questo villaggio si sviluppa lungo ad una strada, ma su uno dei lati c'è il mare ed il fondo è sabbioso.
Lungo i lati della strada sono presenti tantissimi negozietti e centri diving che di sera si trasformano in disco pub e ristorantini.
Il tutto a ritmo di Regeton. Bellissimo per lo shopping di giorno, molto particolare di sera. Un'atmosfera molto giovanile ed informale.

LA VACANZA SOLIDALE
Sull'isola è presente un orfanotrofio che ospita soprattutto bambini abbandonati. L'attuale orfanotrofio è gestito da un Pastore che abita in una bellissima ed affatto modesta villa, mentre i bambini vivono in una struttura non certo degna di essere chiamata tale.
Il direttore dell'albergo Henry Morgan con l'aiuto ed i fondi raccolti con la lotteria settimanale, il contributo da parte di Alpitour ed i fondi che fornisce personalmente sta costruendo un nuovo orfanotrofio che dovrebbe aprire entro fine anno.
Oltre a questo ogni giorno i pasti che non vengono consumati all'interno dell'albergo vengono portati all'orfanotrofio ed i bambini ogni sabato vengono al villaggio per trascorrere una giornata in piscina o al mare.
Quello che si può fare in concreto per aiutare questi bambini è partecipare alla lotteria e portare dall'Italia vestiti che i vostri bambini non usano più, materiale per la scuola… insomma con poco si può fare davvero molto per loro.
Prendendo accordi con la responsabile dell'ufficio escursioni è possibile visitare l'orfanotrofio e consegnare personalmente le cose che avete portato.

Per concludere: non mi sembra di avere reso a pieno la bellezza e lo splendore di questi luoghi. Il calore ed i sorrisi delle persone non sono facilmente raccontabili. Certo è che il ritmo della bachata, il blu del mare, l'arancio del tramute, le bianche spiaggie vi rimarranno impresse nel cuore, per sempre. 

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